BIM e materiali innovativi

Il Building Information Modeling (BIM) non è un software: è una metodologia di lavoro che organizza tutte le informazioni di un edificio in un modello digitale condiviso, accessibile e aggiornabile da tutti i soggetti coinvolti nel processo costruttivo. Quando questa metodologia incontra i materiali innovativi per facciate e coperture, il risultato cambia il modo in cui i progettisti scelgono, specificano e documentano i prodotti. Questo articolo spiega come funziona il BIM in relazione ai materiali da costruzione, quale è il quadro normativo vigente in Italia, e cosa significa in concreto per chi progetta con sistemi in policarbonato.

Che cos'è il BIM e perché è rilevante per la scelta dei materiali

Un modello BIM è una rappresentazione digitale dell'edificio in cui ogni componente non è solo un oggetto geometrico tridimensionale ma un oggetto informativo: porta con sé una serie di attributi che descrivono le sue caratteristiche tecniche, le sue relazioni con gli altri componenti, la sua storia progettuale e le informazioni necessarie per la gestione nel tempo. Un pannello in policarbonato in un modello BIM non è solo una superficie colorata su un piano: è un oggetto con spessore, U-value, trasmissione luminosa, classe di reazione al fuoco, produttore, codice di prodotto, garanzia, istruzioni di manutenzione e qualsiasi altra proprietà che il progettista abbia ritenuto rilevante documentare.

Per i materiali innovativi come i sistemi in policarbonato per facciate e coperture, il BIM risolve un problema concreto che i progettisti incontrano regolarmente: la difficoltà di gestire la complessità informativa di prodotti con molti parametri tecnici variabili (spessore, geometria alveolare, trasmissione luminosa, U-value, g-value, classe di reazione al fuoco, raggio di curvatura) nel contesto di un progetto con decine di altri materiali e componenti. Il modello BIM permette di associare tutti questi parametri all'oggetto digitale del pannello e di verificare la coerenza delle scelte progettuali in modo automatico.

Approfondisci: come funziona una facciata traslucida in policarbonato · come scegliere i materiali per le coperture industriali.

 

Il quadro normativo BIM in Italia

Il percorso di introduzione del BIM negli appalti pubblici italiani è iniziato con il D.M. 560/2017 (cosiddetto Decreto BIM o Decreto Baratono), che ha introdotto l'obbligo in modo progressivo per soglie di importo decrescenti a partire dal 2019. Il D.M. 312/2021 ha aggiornato il calendario di introduzione e ha modificato alcuni aspetti attuativi.

Il quadro normativo definitivo è oggi stabilito dall'art. 43 del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e dal suo decreto correttivo (D.Lgs. 209/2024): dal 1° gennaio 2025 il BIM è obbligatorio per le stazioni appaltanti per le opere di nuova costruzione e gli interventi su costruzioni esistenti con importo a base di gara superiore a 2 milioni di euro. Fanno eccezione gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, a meno che l'opera non sia stata precedentemente progettata con metodologia BIM. Per i lavori su beni culturali tutelati la soglia di obbligo è di 5,38 milioni di euro. L'obbligo non si applica ai progetti per i quali il documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) sia stato approvato entro il 31 dicembre 2024.

La norma tecnica di riferimento per il BIM in Italia è la UNI 11337, articolata in più parti che disciplinano: i concetti fondamentali di modelli, oggetti ed elaborati (parte 1), la denominazione e classificazione (parte 2), le schede informative digitali per prodotti (parte 3), il livello di sviluppo degli oggetti LOD (parte 4), i flussi informativi e il Capitolato Informativo (parte 5 e 6) e i ruoli professionali (parte 7: BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist, CDE Manager). La UNI 11337 è la norma tecnica nazionale italiana di riferimento per il BIM, sviluppata in allineamento con la norma internazionale ISO 19650 che disciplina la gestione delle informazioni nelle costruzioni.

L'Ambiente di Condivisione Dati (ACDat)

Uno degli elementi centrali del processo BIM obbligatorio è l'Ambiente di Condivisione Dati (ACDat, denominato CDE nell'accezione internazionale), la piattaforma digitale condivisa in cui vengono raccolti, organizzati e condivisi tutti i dati del progetto. Le stazioni appaltanti soggette all'obbligo BIM devono dotarsi di un ACDat certificato e adottare un atto organizzativo che definisca ruoli, responsabilità e processi digitali. Il Capitolato Informativo (CI), redatto dalla stazione appaltante, definisce i requisiti informativi che i progettisti e le imprese devono soddisfare con i loro modelli.

Approfondisci: documentazione dei materiali e passaporto digitale degli edifici.

 

I livelli di sviluppo degli oggetti: LOD, LOG e LOI

Il concetto di LOD (Livello di sviluppo degli Oggetti Digitali, secondo la denominazione della norma italiana UNI 11337-4) definisce il grado di completezza geometrica e informativa di un oggetto nel modello BIM in funzione della fase del processo progettuale. In Italia il LOD si compone di due elementi distinti: il LOG (attributi geometrici, ovvero la forma e le dimensioni dell'oggetto) e il LOI (attributi informativi, ovvero i dati non geometrici associati all'oggetto). Un pannello in policarbonato in fase di progettazione concettuale avrà un LOG semplificato (una superficie con spessore indicativo) e un LOI minimo (tipologia di materiale, prestazione termica di massima). Lo stesso pannello in fase esecutiva avrà un LOG dettagliato (geometria precisa, profili di giunzione, accessori) e un LOI completo (U-value misurato, LT dichiarata, codice prodotto, certificazioni di reazione al fuoco, garanzia, istruzioni di installazione e manutenzione).

Questo sistema progressivo di dettaglio informativo è uno degli strumenti più potenti del BIM per la gestione dei materiali innovativi: permette di prendere decisioni strategiche nelle fasi iniziali con informazioni ridotte, e di aggiungere il dettaglio tecnico man mano che il progetto si consolida, senza dover ricostruire il modello da zero.

Approfondisci: U-value del policarbonato: parametri per il modello BIM · parametri ottici del policarbonato per le simulazioni di daylighting.

 

Come i dati tecnici dei materiali entrano nel modello BIM

Integrare correttamente i materiali innovativi in un modello BIM richiede che il produttore fornisca i dati tecnici in formati compatibili con i software di authoring BIM più diffusi. Per i sistemi in policarbonato, i parametri da associare agli oggetti BIM includono almeno: dimensioni geometriche (spessore, larghezza del modulo, raggio di curvatura minimo), parametri termici (U-value, g-value), parametri ottici (trasmissione luminosa LT, trasmissione energetica solare TE), classe di reazione al fuoco secondo EN 13501-1, vita utile dichiarata e garanzie sulla trasmissione luminosa, peso per metro quadro, e informazioni per la fine vita (riciclabilità, EPD).

Oggetti BIM e librerie di prodotto

Gli oggetti BIM parametrici dei prodotti di un fabbricante possono essere resi disponibili in librerie scaricabili, compatibili con i principali software di authoring (Autodesk Revit, ArchiCAD, Allplan, e altri). Un oggetto BIM parametrico di un pannello in policarbonato permette al progettista di modificare le dimensioni e aggiornare automaticamente tutte le proprietà associate, di verificare la coerenza tra le specifiche del pannello e i requisiti di progetto, e di generare automaticamente gli abachi dei materiali con quantità, codici prodotto e specifiche tecniche per il capitolato. La disponibilità di oggetti BIM certificati da parte del produttore è diventata un criterio di selezione rilevante nei capitolati di appalto pubblico più evoluti.

IFC e interoperabilità

Il formato IFC (Industry Foundation Classes), standardizzato dalla norma ISO 16739, è il formato aperto di riferimento per lo scambio di modelli BIM tra software diversi senza perdita di informazioni. I dati dei materiali associati agli oggetti nel formato nativo del software di authoring devono poter essere esportati correttamente in IFC per garantire l'interoperabilità con gli altri strumenti del processo BIM (verifica delle interferenze, analisi energetica, gestione del facility management). La conformità al formato IFC dei dati tecnici dei prodotti è una delle verifiche da effettuare quando si integrano materiali innovativi nel workflow BIM di un progetto.

Approfondisci: interoperabilità BIM e gestione del ciclo di vita dei materiali.

 

BIM e analisi energetica: il ruolo dei materiali traslucidi

Uno degli usi più importanti del modello BIM per chi progetta con materiali traslucidi è la simulazione energetica integrata. I dati tecnici delle superfici traslucide (U-value, g-value, trasmissione luminosa) sono gli input fondamentali delle simulazioni termiche ed energetiche dell'edificio. In un workflow BIM avanzato, queste simulazioni possono essere condotte direttamente sul modello, senza dover riesportare i dati in altri ambienti: i software di analisi energetica come EnergyPlus, IDA ICE o DesignBuilder possono importare il modello IFC e utilizzare i parametri dei materiali associati agli oggetti per calcolare i consumi e verificare la conformità ai requisiti energetici normativi.

Per le simulazioni di daylighting (illuminamento naturale), i parametri ottici del pannello traslucido (LT, TE, diffusione) vengono utilizzati dai motori di calcolo come Radiance per calcolare la distribuzione della luce naturale nello spazio. L'integrazione di questi workflow nel processo BIM permette di confrontare scenari progettuali alternativi (diversi spessori di pannello, diverse trasmissioni luminose, diversi orientamenti della copertura traslucida) in modo sistematico e documentato fin dalle fasi iniziali del progetto.

Approfondisci: efficienza energetica dell'involucro e simulazione energetica · simulazione del daylighting con software di analisi.

 

BIM e sostenibilità: LCA e passaporto dei materiali

Il BIM è anche lo strumento abilitante per la valutazione del ciclo di vita (LCA) degli edifici. Nei workflow BIM avanzati, i dati delle EPD (Environmental Product Declarations) dei materiali vengono associati agli oggetti del modello, permettendo di calcolare l'impronta carbonica dell'edificio nelle diverse fasi del ciclo di vita direttamente dal modello. Questo approccio è coerente con i requisiti introdotti dalla EPBD riveduta (Direttiva EU 2024/1275), che prevede l'obbligo di calcolare le emissioni di carbonio sull'intero ciclo di vita degli edifici (whole life carbon) per le nuove costruzioni a partire dal 2028.

Il concetto di "passaporto dei materiali" dell'edificio, che registra quali prodotti sono stati impiegati, dove sono collocati e come devono essere gestiti a fine vita, trova nel modello BIM il suo strumento naturale di implementazione: le informazioni di fine vita dei materiali (riciclabilità, istruzioni di separazione, filiere di conferimento) possono essere associate agli oggetti come attributi LOI e rese disponibili per la fase di gestione e dismissione dell'edificio.

Approfondisci: architettura circolare, EPD e passaporto dei materiali.

Come i sistemi Dott. Gallina si integrano nei workflow BIM

Per i progettisti che lavorano in ambiente BIM, la disponibilità di dati tecnici strutturati è una condizione necessaria per integrare correttamente i sistemi in policarbonato nei propri modelli. Dott. Gallina fornisce per tutti i prodotti della gamma le schede tecniche complete con i parametri necessari per la compilazione degli oggetti BIM: U-value, g-value, trasmissione luminosa, classe di reazione al fuoco, peso, dimensioni di modulo, raggio di curvatura minimo e dati di vita utile. Le EPD di prodotto disponibili per i sistemi Dott. Gallina forniscono i dati necessari per le analisi LCA integrate nel modello BIM e per la conformità ai requisiti CAM negli appalti pubblici.

Esplora: schede tecniche e dati tecnici per il BIM · proprietà tecniche del policarbonato · prodotti certificati con documentazione completa · GOING GREEN: EPD e sostenibilità.

 

FAQ: domande frequenti

Il BIM è obbligatorio anche per i privati?

No. L'obbligo BIM introdotto dall'art. 43 del D.Lgs. 36/2023 e modificato dal D.Lgs. 209/2024 si applica alle stazioni appaltanti pubbliche, non ai committenti privati. Dal 1° gennaio 2025, le pubbliche amministrazioni devono adottare il BIM per le opere di nuova costruzione e gli interventi su costruzioni esistenti con importo a base di gara superiore a 2 milioni di euro. Per le opere private il BIM rimane facoltativo, sebbene la sua adozione sia sempre più diffusa anche nel settore privato per i vantaggi che offre in termini di coordinamento, controllo dei costi e gestione del ciclo di vita.

Cosa si intende per LOD in un modello BIM?

In Italia, secondo la norma UNI 11337-4, LOD è l'acronimo di "Livello di sviluppo degli Oggetti Digitali" e definisce il grado di completezza geometrica e informativa di un oggetto nel modello in funzione della fase del processo. Si compone di LOG (attributi geometrici) e LOI (attributi informativi). Il LOD richiesto per ogni componente del modello è definito nel Capitolato Informativo redatto dalla stazione appaltante, in funzione degli obiettivi della fase progettuale. LOD diversi per la stessa tipologia di oggetto possono essere richiesti in fasi diverse del processo: dal progetto di fattibilità all'esecutivo fino alla gestione del patrimonio costruito.

Quali dati tecnici di un pannello in policarbonato sono necessari per un modello BIM?

I parametri minimi da associare a un oggetto BIM che rappresenta un pannello in policarbonato per facciata o copertura sono: dimensioni geometriche (spessore, larghezza del modulo, raggio di curvatura minimo se applicabile), U-value (trasmittanza termica dichiarata), g-value (fattore solare), trasmissione luminosa (LT), classe di reazione al fuoco secondo EN 13501-1, peso per metro quadro, produttore e codice di prodotto. Per le analisi di ciclo di vita integrate nel modello, è utile disporre anche del riferimento all'EPD del prodotto e dei dati sulla vita utile dichiarata. Questi dati sono tutti disponibili nelle schede tecniche Dott. Gallina.

Scarica: schede tecniche con i parametri per il BIM.

Cos'è l'IFC e perché è importante nei workflow BIM?

IFC (Industry Foundation Classes) è il formato aperto di scambio per i modelli BIM, standardizzato dalla norma ISO 16739. Permette di trasferire il modello tra software diversi (ad esempio da Revit ad ArchiCAD, o verso software di analisi energetica come EnergyPlus) senza perdita delle informazioni associate agli oggetti, inclusi i dati tecnici dei materiali. È il formato richiesto per la condivisione dei modelli sull'Ambiente di Condivisione Dati (ACDat) negli appalti pubblici soggetti all'obbligo BIM. La compatibilità IFC dei dati di prodotto è una delle caratteristiche da verificare quando si scelgono oggetti BIM di produttori terzi da integrare nel modello.

Come si usa il modello BIM per confrontare materiali alternativi in fase di progettazione?

Il confronto tra alternative progettuali è uno degli usi più efficaci del modello BIM nelle fasi iniziali del progetto. Per i materiali traslucidi, la procedura tipica prevede di creare varianti del modello con diversi pannelli (spessori diversi, trasmissioni luminose diverse, configurazioni di facciata o copertura alternative), associare a ciascuna variante i parametri tecnici dei prodotti, ed eseguire le simulazioni energetiche e di daylighting sulle diverse varianti per confrontare i risultati in termini di consumi energetici, illuminamento naturale e costo del sistema. Questo approccio permette di prendere decisioni informate e documentate in fase di progettazione, prima che le scelte siano irreversibili.

Approfondisci: confronto tra tipologie di copertura traslucida · facciate ventilate vs facciate continue.

Conclusione

Il BIM trasforma la scelta dei materiali da un atto puntuale e documentale in un processo continuo di verifica e ottimizzazione integrato nel modello digitale dell'edificio. Per i materiali innovativi come i sistemi in policarbonato per facciate e coperture, questo si traduce in una maggiore precisione nella specifica (i parametri tecnici sono associati direttamente all'oggetto nel modello), in una migliore capacità di simulare le prestazioni prima della costruzione (simulazioni energetiche e di daylighting integrate), e in una documentazione più completa per la gestione del ciclo di vita (passaporto dei materiali, EPD, dati di fine vita). La disponibilità di dati tecnici strutturati e di oggetti BIM da parte dei produttori è sempre più una condizione necessaria per essere scelti nei progetti che adottano questa metodologia.

Dott. Gallina supporta i progettisti che lavorano in ambiente BIM con schede tecniche complete, EPD di prodotto e dati strutturati per l'integrazione nei workflow di simulazione energetica e di daylighting.

Consulta la guida all'acquisto, scarica le schede tecniche o contatta il team tecnico.